FEBBRAIO 2007

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Buongiorno a tutti!

... Anche queste mese, Vi segnalo alcune decisioni meritevoli di attenzione....

1) Anche quando si parcheggia, l'attenzione non deve venire mai meno...

Infatti, nell'ampia nozione di circolazione stradale sono compresi non soltanto i veicoli in moto, ma anche quelli in sosta momentanea su strada o altra area pubblica. Conseguentemente sussiste la presunzione di responsabilità sancita dall'art. 2054 cod.civ. tutte le volte in cui il conducente non adotta tutti gli accorgimenti necessari ad evitare danni ai terzi: nel caso specifico, occupando una zona in divieto di fermata, aveva posto in essere una situazione di pericolo (Giudice conciliatore Perugia, 28/05/1996)

2) Se il Vs. trasportato non indossa le cinture di sicurezza, siete legittimati a farlo scendere....... Va condiviso anche in tema di responsabilità aquiliana l'orientamento, espresso in sede penale, secondo cui il conducente di un veicolo è tenuto, in base alle regole della comune diligenza e prudenza, ad esigere che il passeggero indossi la cintura di sicurezza ed, in caso di renitenza, anche rifiutarne il trasporto o sospendere la marcia (Cass. civ., sez. III, 11/03/2004, n.4993)

3) "Le gare " oltre ad essere pericolose, possono orginare condotte penalmente rilevanti. Qualora più autovetture diano luogo, lungo una pubblica via, ad una gara di velocità, il fatto che una delle stesse, dopo aver effettuato l'ultimo sorpasso, venga tamponata da un'altra e il conducente del primo mezzo perda perciò il controllo del veicolo, non esclude la sua corrente responsabilità in ordine ai fatti lesivi o mortali da ciò derivati, ove no risulti che con la suddetta manovra di sorpasso la gara di velocità fosse effettivamente cessata. (Nella specie, in applicazione di tale principio la Corte ha annullato con rinvio la decisione di merito che aveva assolto il conducente del veicolo tamponato senza spiegare come l'eccessiva velocità mantenuta dopo aver effettuato il sorpasso potesse conciliarsi con la ritenuta cessazione della gara) (Cass. pen., sez. IV, 09/04/2003, n.25923)

4) Non sempre il pedone ha ragione....

La presunzione di responsabilità del conducente di un veicolo è esclusa, non solo quando questi abbia fornito la prova d'aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, tenendo un comportamento esente da colpa e perfettamente conforme alle regole del codice della strada, ma anche quando risulti con certezza, dalle modalità del fatto, che il comportamento della vittima sia stato il fattore causale esclusivo dell'evento dannoso (nella specie, la S.C. ha affermato che tale situazione ricorre allorchè il pedone compia l'attraversamento della strada, ancorchè sulle strisce pedonali, immettendovisi cosi repentinamente da costituire un ostacolo improvviso ed inevitabile si da non consentire al conducente di evitarne l'investimento) (Cass. civ., sez. III, 18/10/2001, n.12751)

5) Un lettore mi ha posto un problema in termine di notifica (di cartelle esattoriale...).

Senza addentrarci nel merito della questione, ricordate quanto segue.

Ai sensi dell'articolo 43, comma 2, cod.civ. la residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale. Non dunque quello in cui risulta averla in base alle risultanze anagrafiche, che riveste valore meramente presuntivo, ma quello in cui effettivamente dimora. A tale luogo fa riferimento l'articolo 139 del cod.proc.civ. laddove stabilisce che il destinatario della notifica va ricercato nella casa di abitazione del comune di residenza; e a tale luogo si riferisce l'articolo 140 del cod.proc.civ. per il compimento delle formalità dalla stessa disposizione previste nel caso di irreperibilità o di incapacità o rifiuto delle persone indicate nell'articolo precedente di ricevere la copia. Se, dunque, il notificante conosce il luogo di reale dimora abituale del destinatario o sia in grado di conoscerlo facendo uso della diligenza che il caso suggerisce, in quel luogo la notifica deve eseguire, posto che lo scopo della notificazione è quello di fare pervenire effettivamente l'atto al destinatario ovvero di porlo in condizione di conoscerlo. Solo se il notificante incolpevolmente ignori che il luogo di effettiva dimora abituale del destinatario è diverso da quello in cui questi risulta anagraficamente residente, la notificazione può essere eseguita presso l'ultima residenza anagrafica, ex articolo 44, comma 1, del Cc, secondo il quale il trasferimento della residenza non può essere opposto ai terzi di buona fede se non è denunciato nei modi prescritti dalla legge (cfr. Cass. civ., sez. III, 11/11/2003, n.16941)

6) Ed infine, rispondiamo a coloro che spesso e volentieri ritengono che il compimento di atti illeciti in stato di ubriachezza possano in qualche modo essere giustificati.

La cronica intossicazione da alcool si distingue dalla ubriachezza abituale - situazione quest'ultima che, a differenza della prima, per volontà di legge non esclude nè riduce l'imputabilità dell'agente ed anzi rappresenta un elemento aggravatore della responsabilità - in quanto nella prima, terminato l'effetto della sostanza alcoolica, si determina una "restitutio in integrum" della personalità del soggetto, mentre nella seconda l'interruzione della assunzione non elide i sintomi invalidanti, di natura somatica, neurologica e psicopatologica, della intossicazione. In sostanza, per quanto il concetto di "cronicità" non costituisca equivalente di "irreversibilità", lo stesso implica la durata e persistenza nel tempo della sintomatologia, al di là della - ed oltre - la concomitante assunzione di alcool (fattispecie in tema di oltraggio a pubblico ufficiale commesso da persona affetta da cronica intossicazione da alcool, assolta perchè non imputabile). Attenzione, quindi, a non bere troppo. Lo stato di ubriachezza, oltre ad incidere pesantemente sul fisico e sulla mente (ottenebrandola), può essere causa di situazioni penalmente rilevanti, che, a loro volta, possono incidere sulla libertà e/o sul casellario giudiziario..

Ciao!!! alla prossima!!!!


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