GIUGNO 2014

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IL TRUST

Definito dall'autorevole Paul Matthews quell'istituto del quale una parte del mondo non potrebbe fare a meno e che, al contempo, è totalmente sconosciuto all'altra parte, il Trust - che non è un ente e non gode di personalità giuridica - è quell'insieme di "rapporti giuridici" in forza dei quali una persona, il Disponente, con atto tra vivi o mortis causa, conferisce dei beni desiderando che tali beni siano posti sotto il controllo di un Trustee nell'interesse di un beneficiario o per un fine determinato.

Attraverso il Trust, quindi, ciascuno può scegliere (nel presente) se separare una determinata entità patrimoniale da quanto sino in tal momento costituito e programmarne (nel presente e nel futuro) la destinazione o l'utilità, "guidando" il Trustee che dovrà seguire precise indicazioni.

Dal punto di vista storico, il Trust trae le sue origini nel sistema giuridico feudale inglese che aveva l'esigenza di gestire il patrimonio immobiliare del Re attraverso i vassalli locali, i quali erano immessi nell'uso e nel godimento dei fondi senza che la proprietà fosse distratta dal Re: in altre parole, un sistema di concessioni e sub concessioni a cascata, che seguivano la scala gerarchica.

I beni conferiti in Trust non appartengono più al Disponente e di conseguenza escono dal suo ambito patrimoniale/reddituale.

Per di più gli strumenti di tutela che è possibile adottare sull'estero possono consentire legittimi risparmi d'imposta che - ricorrendo determinati presupposti legali ed organizzativi del Trust - possono essere estremamente performanti da punto di vista fiscale. I vantaggi derivanti dalla costituzione e dall'applicazione di un Trust sono:

A) Impossibilità di sequestri e pignoramenti da parte di terzi dei beni conferiti al Trust (case, moto e auto, quote e azioni di società, conti correnti e depositi bancari ecc.). Un esempio tipico: in caso di guida in stato di ebbrezza (al di sopra della soglia prevista dal CdS) la motocicletta non potrà mai essere confiscata in quanto non di proprietà del conducente bensì del Trust.

B) Il Disponente predispone e redige il programma e le regole del TRUST.

C) Sgravio fiscale, rispetto alla posizione individuale del Disponente (I beni conferiti in Trust non appartengono più al Disponente e di conseguenza escono dal suo ambito patrimoniale/reddituale)

D) Esclusione di ogni effetto successorio con riferimento ai beni conferiti per tutta la durata del Trust (e in via permanente se tra i beneficiari non vi siano legittimari).

Il Trust, quindi, lo possiamo aggettivare in molteplici maniere: multifunzionale, elastico, impermeabile, trasparente, sicuro: il tutto a condizione, peraltro, che gestione, finalità e condizione, si rivelino rispettivamente professionali, serie e non contra ius.


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