MARZO 2007

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Buongiorno a tutti!

... Anche queste mese, Vi segnalo alcune decisioni meritevoli di attenzione....

1) In tema di violazioni al codice della strada, qualora un minorenne abbia modificato le caratteristiche tecniche di un ciclomotore, in modo da consentirgli di superare la velocità massima ammessa per tale categoria di mezzi di trasporto (45 Km/h), il genitore esercente la potestà sul minore, per non essere soggetto alla sanzione, deve dare la prova di aver esercitato la massima vigilanza sul figlio e di aver fatto il possibile per evitare che il medesimo potesse circolare su strada con un veicolo capace di sviluppare una velocità superiore a quella consentita e di aver controllato che il veicolo non venisse a tali fini modificato.

(Cassazione civile Sentenza, Sez. II, 21/03/2007, n. 6685)

2) La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. 4954/2007) ha stabilito che non si può dedurre che un trasportato, al momento del sinistro, non indossava le cinture di sicurezza, dal solo referto ospedaliero e che, per provare tale circostanza, "occorrono elementi diretti di prova e una specifica indagine istruttoria, essenzialmente di ordine tecnico (sulla cinematica dell'incidente e sull'accertamento sul mezzo dell'uso delle cinture)". Nel caso di specie, i Giudici hanno osservato che "il referto, di pronto soccorso, non era funzionalmente e scientificamente diretto alla verifica della compatibilità delle lesioni mortali con l'utilizzo o meno delle cinture di sicurezza, e dunque poteva costituire un indizio, non univoco, da consolidare attraverso la indicazione di ulteriori elementi di prova, che invece sono favorevoli alla vittima, posto che gli unici tecnici intervenuti sul teatro dell'incidente, ispezionata la macchina, non hanno rilevato il mancato utilizzo delle cinture, che avrebbero dovuto risultare integre anche nel meccanismo di arresto dopo il violentissimo urto per la uscita dell'auto fuori strada e per l'impatto contro un muro".

3) Un lettore ci chiede se colui che, come trasportato, non indossa le cinture è passibile di sanzione. Rispondiamo con una recentissima decisione della Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. 6402/2007): Il passeggero che viaggia in auto senza allacciare le cinture di sicurezza può essere multato ma non possono essergli detratti i punti dalla patente. I Giudici hanno infatti rilevato che nelle ipotesi di mancato allacciamento della cintura la responsabilità maggiore è dell'autista e non di chi gli sta accanto. E' per questo, spiega la Corte, che "il passeggero risponde del mancato uso della cintura di sicurezza solo con la sanzione pecuniaria, e non anche con la detrazione dei punti dalla patente".

4) Se in un incidente stradale perde la vita uno studente, i genitori hanno diritto al risarcimento del danno patrimoniale anche se il ragazzo non percepisce redditi. E' quanto stabilisce una sentenza della Corte di Cassazione (Terza sezione civile, n.4791) che ha così accolto il ricorso di una madre che si era vista negare dalla Corte di Appello il diritto al risarcimento. I giudici di merito avevano rilevato che il ragazzo, inquanto studente, non percepiva reddito e "non era presumibile che il giovane avrebbe trovato in breve tempo lavoro". La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto ed ha quindi riconosciuto alla madre il diritto ad essere risarcita. I giudici della Corte hanno infatti osservato che il giovane studente seguiva un corso di elettronica e "avrebbe, del tutto prevedibilmente, di li' a breve terminato gli studi e prodotto reddito, contribuendo, con alto grado di probabilita', al menage familiare, in considerazione della qualita' di modestissima pensionata della madre". Nell'impianto motivazionale, i giudici di Piazza Cavour hanno ricordato che "il danno futuro è un danno risarcibile se questo si configura come un danno probabile. Nel caso preso in esame "il giovane deceduto, anche alla luce del tipo di studi intrapreso, avrebbe trovato utile impiego, la cui concreta retribuzione, al di la' della ipotetica entita', sarebbe senz'altro stata devoluta in parte ai bisogni familiari".

5) In una recente pronuncia il Giudice di pace di Napoli ha condannato una Società-Concessionario per la Riscossione Tributi a risarcire i danni subiti da alcuni cittadini del capoluogo partenopeo a causa di un'illegittima iscrizione ipotecaria. Il Giudice, accogliendo la domanda proposta da un cittadino che lamentava di aver subito gravi danni personali e patrimoniali all'immagine, da stress, ansia, danno esistenziale e turbamento della qualità della vita per avere la stessa società "in totale e palese violazione della normativa vigente e in mancanza di qualsivoglia titolo, nonostante una precedente sentenza (…) passata in giudicato che annullava l'unica cartella (…) vantata, aveva, comunque illegittimamente proceduto, senza alcun altro avviso e controllo del presunto debito, all'iscrizione di ipoteca sul suo diritto di usufrutto sugli immobili, proprio per il presunto mancato pagamento della predetta cartella esattoriale" ha giudicato l'iscrizione ipotecaria del tutto irritualmente effettuata, in mancanza della prova delle notifiche delle cartelle esattoriali ed in assenza di un titolo in danno dell'attore. Motiva il Giudice che "per l'attore, che ha sopportato per lungo tempo un illegittimo trattamento errato dei suoi dati e un'iscrizione ipotecaria sul suo immobile, con l'ingiusta e pericolosa pubblicità del suo nome e dei suoi dati personali e patrimoniali come debitore insolvente in banche dati, a tutt'oggi, in pendenza della lite, ancora in corso, risultando ingiustamente discriminato ed insolvente in tutto il circuito finanziario e sistema creditizio da cui è escluso, con gravi danni personali e patrimoniali, è senza dubbio fondata la domanda di risarcimento danni, non esistendo alcun debito a favore della convenuta, mentre come dimostrano gli atti e le stesse difese avverse, sussiste la colpa e la negligenza della stessa convenuta per l'errata iscrizione ipotecaria e soprattutto per la mancata cancellazione della stessa. Inoltre, come sostenuto da recente giurisprudenza di legittimità un'ingiusta ed indebita pretesa di pagamento, nel caso de quo un'iscrizione ipotecaria, conferendo pubblicità ipso facto all'insolvenza del debitore, è senza dubbio lesiva di diritti della persona, ed il danno al buon nome, riservatezza ed all'immagine, da ritenersi in re ipsa, andrà senz'altro risarcito, non incombendo sul danneggiato l'onere di fornire la prova della sua esistenza ed essendo, quindi, il medesimo danneggiato legittimato ad invocare in proprio favore l'uso da parte del giudice, del relativo potere di liquidazione equitativa, come da ultima sentenza Cass.

Sez I civile n. 14977 del 28.06.2006".

6) Paolo, amico harleysta, ci chiede come e devono essere posizionate le targhe. Se viene cambiata la posizione della targa occorre andare al collaudo? E' vero che le targhe non possono essere messe a sinistra?

Rispondiamo con un pò di dati.....

a) In caso di targa sporca può essere applicata la sanzione di cui all'art. art.102 comma 7 (euro 36,00 );

b) qualora la targa sia illeggibile poichè mal posizionata (troppo inclinata) altri 74,00 euro; se l'inclinazione è dovuta a portatarga "taroccato" è applicabile l'art. 78 cds con sanzione di 370,00 euro e ritiro carta circolazione;

c) se l'illeggibilità della targa è dovuta a fatto doloso (esempio moto a specchio e targa con un dito di fango od olio) si può essere soggetti di denuncia ai sensi dell'art.490 del codice penale;

d) per quanto concerne la posizione della targa, rammentiamo che ai sensi dell'a art. 258 del regolamento di attuazione del codice della strada, (art. 100 Cds) la collocazione delle targhe di immatricolazione dei motoveicoli deve essere di 177x177 mm collocate sul lato posteriore dei motoveicoli (destra e/o sinistra);

e) l'altezza del bordo inferiore della targa posteriore rispetto al suolo non deve essere inferiore a 0,30 m, e a 0,20 m per i soli motoveicoli; l'altezza del bordo superiore della targa dal suolo non deve essere superiore a 1,20 m. Tuttavia, qualora sia praticamente impossibile osservare quest'ultima disposizione, l'altezza puo' superare 1,20 m, ma deve essere il piu' possibile vicino a questo limite, compatibilmente con le caratteristiche costruttive del veicolo, e non puo' comunque superare i 2 m;

f) e' ammesso l'uso di cornici portatarga a condizione che siano di materiale opaco e che ricoprano il bordo della targa per una profondita' non superiore a 3 mm. E' vietato applicare sui portatarga e sulle teste delle viti di fissaggio materiali aventi proprieta' retroriflettenti. E' vietato applicare sulla targa qualsiasi rivestimento di materiale anche se trasparente ad esclusione dei talloncini autoadesivi di cui all'art. 260.

g) Qualora si intenda cambiare posizione della targa, non occorre sottoporre il mezzo al collaudo.

Ciao a tutti ed a presto! E naturalmente ...Buona Pasqua!


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