MARZO 2008

 INDIETRO 

Dopo qualche mese di assenza .......eccoci di nuovo insieme!

Vi segnalo qualche interessante decisione della Cassazione


Mai dare del dilettante, è ingiuria

Il termine "dilettante" deve considerarsi spregiativo, giacché indica una scarsa preparazione e questo può far scattare la condanna per ingiuria. E' quanto stabilisce la Corte di Cassazione (Sentenza n.8639 /2008 della Quinta Sezione Penale) spiegando che il termine 'dilettante', spesso usato insieme ad 'ignorante' puo' avere un significato di dispregio "specialmente quando si vuole evidenziare mancanza di adeguata preparazione in relazione ad attivita' professionali". E' stata così confermata la condanna per ingiuria di una donna che inviato un fax dando della "dilettante e ignorante" ad una allevatrice cui aveva affidato degli animali che a suo dire erano stati tenuti in pessime condizioni igieniche oltre che alimentati in modo insufficiente. In prima battuta il Giudice di Pace aveva assolto la donna ritenendo che quei termini non avevano fatto altro che mettere in evidenza la mancanza di professionalita' dell'allevatrice e la "inadeguatezza della prestazione". Di diverso avviso il Tribunale che nel 2005 condanna la donna per il reato previsto dall'art. 594 c.p.. Rivolgendosi in Cassazione la donna ha rimarcato che ci sono frasi ben piu' gravi di quelle da lei utilizzate e che non vengono punite perché facenti parte del linguaggio comune . La donna ha sostenuto inolte che con quelle frasi aveva voluto metterne in evidenza la scarsa professionalita' visto che gli animali avevano anche contratto una malattia. La Corte però ha respinto il ricorso affermando che "rettamente il giudice d'appello ha ritenuto che le parole 'dilettante' e 'ignorante' sono state usate insieme in senso spregiativo, perche' esse comunemente hanno un tale significato, specialmente quando si vuole evidenziare mancanza di adeguata preparazione in relazione ad attivita' professionali, come quella esercitata dalla parte offesa, allevatore di cavalli, che richiedono sapere tecnico e cultura".


"Che c... vuoi" è reato!

Una delle espressioni tra le più diffuse, il classico "che c... vuoi" è finita al vaglio della Cassazione che l'ha considerata come una vera e propria ingiuria. L'espressione, spiega la Corte (sentenza n. 7656/2008 della Quinta sezione penale ) e' "sinonimo di disprezzo dell'uomo e della sua dignita'". E' stata cosi confermata la condanna di un ragazzo di 26 anni reo di essersi rivolto a dei poliziotti con la frase "che c... volete, chi c... siete". Il giovane ricorrendo in cassazione aveva sostenuto che la sua espressione, così tanto diffusa, anche se scurrile non dovrebbe considerarsi idonea a ledere l'onore e il decoro della persona cui era stata rivolta. I giudici del Palazzaccio però hanno ritenuto che legittimamente "la Corte territoriale ha argomentato che la frase rivolta agli operanti, oltre che triviale, ha una oggettiva idoneita' a ledere l'onore ed il decoro del destinatario, tanto piu' nel caso in esame, apparendo evidente il proposito di mortificare l'operato degli agenti, apostrofati, nell'adempimento del proprio dovere, con un epiteto che e' sinonimo di disprezzo dell'uomo e della sua dignita'".


In materia di Autovelox...

La multa è nulla La Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 12833/2007) ha precisato che deve essere data informazione agli automobilisti circa l'utilizzazione e l'installazione dei dispositivi di rilevamento elettronico della velocità pena la nullità della multa. I Giudici del "Palazzaccio" hanno infatti precisato che il disposto dell'art. 4 L. 168/02, che impone la comunicazione agli automobilisti in merito all'installazione e utilizzazione dell'autovelox, deve ritenersi norma di "carattere imperativo, che non consente all'interprete di disapplicarla in ragione di un'asserita, ma inespressa "ratio", che ne limiterebbe l'efficacia nell'ambito dei rapporti organizzativi interni alla p.a.". Con questa sentenza la Corte ha respinto il ricorso proposto dal Ministero dell'Interno avverso la sentenza di un Giudice di Pace che aveva annullato una multa per eccesso di velocità per la mancanza, sul posto, di cartelli indicanti la presenza di autovelox.


Ciao a tutti e buona Pasqua....a Nizza ! Naturalmente..!

Fabrizio


 INDIETRO