Parco del Beigua
Liguria, una regione presa d'assalto sempre e solo nei luoghi piu' famosi.
Vi portiamo nelle strade piu' piccole ed isolate, immersi nel verde dei
boschi per ascoltare il silenzio. Dal Mare al confine con il Piemonte senza
incontrare nemmeno una macchina in una soleggiata domenica si puo' fare!
Da Arenzano si svolta verso l'entroterra e si inizia subito a salire,
immersi nei boschi e su strade deserte, ma anche molto strette, di quelle dove ci si augura
di non incrociare nessuno. Silenzio e luoghi rimasti immutati da mezzo secolo o piu'.
Si passano agglomerati di case, fattorie, pollai, mucche, cavalli, coltivazioni di
pomodori e zucchine... E' la Liguria piu' semplice, fatta di contadini e allevatori,
quella che il turismo non sa nenache che faccia abbia. E noi l'attraversiamo in
lungo e in largo, su e giu' per colline e montagne, rompendo l'incredibile silenzio
con gli scarichi delle nostre moto. Se non si e' del posto, ci vorrebbe un navigatore
satellitare per potersi orientare, ma forse non sarebbe sufficiente perche',
nonostante l'asfalto, quelle che percorriamo sono poco piu' che mulattiere.
Di strada non se ne fa' molta, ma la bellezza dei paesaggi inducono a delle
andatura da ciclista. Ma va bene cosi' , per i corsaioli non e' il posto indicato,
come il passo del Bracco, tra Sestri Levante e La Spezia, dove la strada e' larga,
veloce e meglio asfaltata. Ovviamente per fare questo giro non serve certo essere degli
esperti, basta munirsi di tuta dell'ascqua e di una felpa in piu', perche' nell'entroterra
non c'e' il clima mite della costa. Arenzano direzione Cogoleto si svolta per Lerca,
poi ad Arma c'e' un primo bivio. Svoltiamo a destra per raggiungere e superare Sciarborasca
e quindi ancora un bivio dove proseguire a destra seguendo i cartelli indicanti un convento
chiamato il Deserto. Qui la strada costeggia e attraversa il fiume Arrestra, un torrente
lungo una dozzina di chilometri che nasce dal Monte Beigua. Ennesimo bivio a destra,
direzione Faie, un piccolo paese oltre il quale la strada si fa piu' tortuosa e dissestata,
fino ad arrivare a un sentiero che porta gli amanti del trekking a Pra' Riondo punto
panoramico a 1.100 m dal quale si puo' ammirare gran parte della costa Ligure, giornata
permettendo. La strada per il rifugio e' invece direzione Alpicella e poi diritti sul
monte Beigua 1.287 m. Stiamo attraversando L'Alta Via dei Monti Liguri, una catena
montuosa appenninica parallela alla costa, che comprende alcune montagne molto battute
da chi pratica il trekking, come il Rama, il Reisa e il piu' famoso Faiallo.
La bellezza dei paessaggi e la varieta' della flora, dovuta alla vicinanza col mare,
ha portato nel 1985 a costituire Parco naturale del Beigua la zona
che abbiamo appena attraversato. Da Veirera verso Palo e poi via verso i 773 metri
del Bric Berton, sul confine con il Piemonte, lungo una strada asfaltata che diventa
via via piu' larga, pur rimanendo molto tortuosa. Da qui in poi i cartelli per Acqui
Terme, Tortona ed Ovado vi riporteranno nel caos di una bella
domenica soleggiata.
Via del Sale
La Via del Sale per eccellenza e' quella che parte da Sanremo e arriva a Limone Piemonte
attraverso 100 km di strada sterrata sul confine Italia Francia, ma esistono anche altre
interpretazioni. C'e' chi prolunga tale percorso fino a Ginevra, chi chiama Via del Sale
una pregiata cavalcata per moto da enduro che si svolge tutti gli anni a luglio, chi ha
scritto libri sulle nove vie attraverso la Liguria, chi ogni anno la ripercorre con i
carri trainati da cavalli e rievoca l'antico scambio di formaggio e latte con sale e pesci,
ma questa e' un'altra storia, ed infine chi identifica le traversate appenniniche
parallele all'autostrada Milano - Genova. Si parte da Voghera, si imbocca la Valle Staffora
fino a Varzi, la piccola capitale del salame da cui partono le tre lunghe salite per il
passo del Penice, il Passo del Brallo e il Pian dell'Arma. Ci siamo dirette per la terza,
una bella strada che s'arrampica sui fianchi del Monte Chiappo. Il Pian dell'Arma 1.480 m,
appartiene alla categoria delle localita' sciistiche minori, frequentate da chi ama
la tranquillita'. Con due tornanti siamo scesi sull'altro versante fino al bivio che,
preso a destra, conduce alle Capannette di Pej e alle Capanne di Cosola. Entrati in Piemonte,
abbiamo proseguito in discesa su una strada molto panoramica che passa per Montaldo di Cosola.
Al di sotto del paese, il paesaggio cambia di colpo, e si entra nella gola del torrente
Agnellasca; scesi a valle , abbiamo girato a sinistra per Carrega Ligure affrontando
la bella salita per le Capanne al Carrega. Nonostante l'aspetto sinistro della vallata,
sono presenti alcuni insediamenti umani: Berga, Vegni e Cartasegna. Passato il bivio per
Cartasegna si torna in un paessaggio piu' rassicurante, il giro prosegue in discesa fino a
Propata e da qui a Rondanina attraverso una strada a saliscendi esaltante; passati sulla
diga del lago, si entra in Torriglia. Presa la direzione di Piacenza , si gira a
destra per Roccatagliata attraverso il valico del Portello. Scesi a Gattorna, si sale al
valico di Caprile e la lunga corsa sulla cresta dei monti Becco, Cordona e Fasce ci ha
condotti a Genova.
Le Streghe di Triora
Si parte da Imperia, pochi chilometri di Aurelia prima di salire a Costarainera, da dove si
domina il mare e dove ogni anno passa la Milano San Remo, con la mitica Cipressa che poi
ridiscende sull'Aurelia agli Aregal. Ancora un po' di Aurelia fino ad Arma di Taggia, poi
vi scorderete del traffico. Ed ecco cominciare, come per il parco naturale del Beigua,
una Liguria insolita, dove gli ulivi tappezzano i declivi e cresce la taggiasca. La strada
sale dolcemente costeggiando il greto dell'Argentina, un torrente dalle acque limpide in cui
si scorgono ancora parecchi pesci. Bodalucco e' il primo paese che si incontra, con il suo
centro dalle viuzze strettissime dominato dalla rocca. Proprio in prossimita' del paese il
torrente Argentino diventa particolarmente sinuoso e lo si vede bene salendo sulla collina
che sorge di fronte alla rocca; il profumo del mare trasportato dalla brezza si mischia a
quello delle mimose, che crescono numerose tra i terrazzamenti di ulivi. Lungo il tratto che
conduce a Molini di Triora, una quindicina di chilometri circa, non si incontrano che poche
case e ancor meno auto; curve e controcurve invitano anche i meno esperti a piegare,
prestando sempre attenzione ai locali che non sono proprio piloti. Giunti a Molini di Triora
e' obbligatoria una sosta alla bottega di Angelamaria, un negozio zeppo di cose strane legate
appunto alla stregoneria. Appena usciti da Molini di Triora incontrerete una cava di ardesia,
il prezioso materiale che ha reso famoso la valle Argentina in tutto il mondo; Triora e' un
piccolo centro dalle viuzze tortuose e con case aggrappate l'una all'altra, dove l'ardesia
fa' ancora da padrona. Da non perdere una breve visita al Museo delle Streghe, nulla di
trascendentale ma unico nel suo genere. Terminata la visita si ridiscende a Molini da dove
comincia una tortuosa salita della Colla Langan. A questo punto la strada si fa' tutta
discesa e tornanti fino a Pigna dove si puo' concludere la giornata con un bagno alle terme.
Si riparte in discesa verso Dolceacqua, paese sviluppatosi nel 300 sotto la famiglia dei Doria,
si passa dal campo di calcio del paese e si ci inerpica fino alla Colla Bella, poi Perinaldo
e quindi Apricalea, tra un'infinita' di curve. La strada riprende a salire verso Balardo
l'ultima vetta, da qui zigzagando verso Ceriana poi sempre piu' tranquillamente fino al
Poggio si San Remo do ve si ritorna sull'Aurelia.
Riviera di Levante
Partenza da Recco, dopo pochi chilometri si passa Camoglie si prende per S. Rocco, si sale
lungo una stradina tortuosa immersa nel verde di alberi secolari per arrivare a uno dei punti
piu' panoramici del promontorio di Portofino. Da qui si scorge tutta la costiera ligure fino
a Genova. Qui a S. Rocco regna la tranquillita' lontani dal caos. Si ritorna giu' verso
l'Aurelia e poi a sinistra verso Rapallo, destra per scendere a Santa Margherita,la strada e'
stretta. Dopo una breve pausa si risale sull'Aurelia e si prende per S. stefano d'Aveto, siamo
sul Montallegro, subito la strada si stringe, diventa piuttosto ripida. Il primo versante
della collina e' pieno di cipressi e qualche casa. L'ultima parte di questi 15 km di strada e'
in discesa, racchiusa in un bosco che raramente lascia scorgere il panorama. Giunti a Pian
dei Ratti svoltiamo a sinistra sulla statale per Genova che costeggia il fiume Lavagna e dopo
pochi chilometri si svolta per Favale di Malvaro. Si prosegue per poi girare a destra per
Rezzoaglio, costeggiando il fiume Aveto. La strada passa nella valle tra il monte Collere e
il Ramaceto, in un susseguirsi di curve e controcurve della migliore scuola appenninica
conducendoci a S. Stefano s'Aveto dove il mare e' solo un ricordo.